L’artista svizzera Pierrette Bloch (Parigi, 1928-2017) è una delle figure più significative dell’arte astratta del secondo dopoguerra. Nel corso della sua lunga carriera ha saputo elaborare un linguaggio originale e autonomo, fondato sulla semplicità di materiali e forme, sul ritmo e sulla tensione tra pieni e vuoti. A partire dagli anni ‘70 emerge il suo stile inconfondibile: punti e allineamenti, inchiostro e pennello, spazio del foglio e tempo del segno, diventano gli strumenti per una forma di scrittura primordiale. Bloch estende in seguito la sua ricerca sperimentando diversi formati, supporti e materiali: alla china si affiancano matita, pastello a cera e inchiostro bianco, mentre i fili di canapa o di sisal e i crini di cavallo introducono la terza dimensione.
La mostra invita il pubblico a immergersi nell'universo creativo e poetico di Pierrette Bloch dagli anni ’70 fino alla morte dell’artista, tra ripetizione e invenzione, richiamando in modo ricorrente il gesto di scrivere.
Mostra concepita in stretta collaborazione con il MAMC+ – Musée d’art moderne et contemporain de Saint-Etienne Métropole (F).
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